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Si tratta della ristampa del libro "Mai
più crociate" pubblicato nel 2002 dalla Fatatrac, tolto dall'oblio dei
"Fuori catalogo" dalla LAPIS
argomento
Inghiterra,
fine del XII secolo.
Il re Riccardo Cuor di Leone si prepara a
partire per le Crociate. Suo figlio naturale, che si chiama Riccardo come lui,
è cresciuto tra i girovaghi, divenendo abile con i cavalli e svelto ad
imparare. I loro destini si intrecceranno presto, tra guerre e briganti,
tempeste in mare, travestimenti e incontri inattesi. Un'avventura
travolgente che restituisce l'affresco di un mondo ricco ecomplesso.
dalla quarta di copertina
"Lui ha detto di essere il figlio del
Re e non abbiamo motivo di non credergli... Guardate il suo aspetto nobile, i
suoi panni eleganti..." continuava intanto Oscar usando, per essere più
divertente, il linguaggio dei padroni. Riccardo cercò di sottrarsi a cquel
tormento, ma Oscar lo prese per la collottola e lo spinse di nuovo avanti
pregustando il gran finale: "Ho il supremo onore di presentarvi... Riccardo
Cuor di Cavallo!". Una colossale risata accolse questo annuncio, seguita da
sghignazzi e battute oscene.
Nel grande affresco delle Crociate una
storia di coraggio e lealtà, di riscatto e amore per la verità contro tutti i
pregiudizi.
comincia così…
Dove si racconta cosa
accadde prima che Riccardo nascesse.
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La
storia di Riccardo iniziò prima di lui, con una ragazza piena di
sogni e un boccale d'argento custodito con cura. Iniziò con Gemma
che, con un senso di pena, alla luce incerta delle braci che rosseggiavano sulla pietra
del focolare, dava un'ultima occhiata alla sua misera stamberga formata
da una sola stanza. Aveva aspettato la sera con ansia crescente: era stato
difficile non far trapelare nulla all'occhio acuto di sua madre e comportarsi
come il solito. Infine il momento era arrivato. Il padre e i fratelli
ronfavano già pesantemente, ubriachi di birra dopo la giornata di festa. La
mamma si era da poco coricata, raccomandandole di coprire il fuoco con la
cenere. Gemma compì la sua consueta faccenda serale con scrupolo, attenta a
custodire il fuoco per non farlo spegnere, ma anche in modo da impedirgli di
divampare. Nella stanza allora
fu buio. Quatta quatta afferrò il fagotto già preparato con le sue poche
cose, assicurandosi per la centesima volta che ci fosse il boccale d'argento e
scivolò fuori nella notte già incombente.
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In silenzio Crispino, il merciaio
ambulante, le fece cenno di salire sul carro e di nascondersi sotto le stoffe.
Il carro parti traballando, trascinato a stento dal ronzino che pareva allo
stremo delle forze ancor prima di iniziare il viaggio. Era la notte che
chiudeva una calda domenica di agosto dell'anno 1176. Si era celebrata nei
territori intorno alla foresta di Nottingham la grande festa del
Ringraziamento per il raccolto estivo; anche se i prodotti faticosamente
strappati alla terra non arrivavano sulle tavole dei contadini, il feudatario
concedeva almeno una giornata di riposo, con cibo a volontà, tornei
rusticani, canti e danze. Per l'occasione accorrevano girovaghi, ciarlatani,
giocolieri, ladri e accattoni di ogni tipo, ma anche venditori di pelli e di
bestiame, di nastri e di stoffe che attraevano ognuno per la loro parte uomini
e donne. Crispino, un ometto con una gobba appariscente e un volto pallido e
triste poco adatto al suo mestiere di venditore ambulante, era il preferito di
Gemma…
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